E’ STATO UN NOISY FANTASTICO!

Ad ogni concerto, ad ogni Festival, mi sono sempre fatto la stessa domanda:
 
“Ma quanto fa caldo oggi!”
 
Ecco, a parte questa, ero sempre incuriosito da una cosa in particolare. Come vivono i Festival quelli che ci lavorano, i Direttori, i fotografi, i Social Media Manager, i grafici, gli attrezzisti? Oggi sono qui a raccontarvelo, premettendovi che, sì, è davvero stancante, ma non avete idea di quanto sia bello.
 
La mia avventura al Noisy inizia all’improvviso, quasi per caso, in un caldo pomeriggio di primavera inoltrata. Un computer davanti, tantissime cose da fare, un team fantastico che dal nulla ha portato a Napoli, in ordine casuale, perché alla musica non si da gerarchia: Sting, Coez, Kasabian, Kalkbrenner, Noel Gallagher, Bonobo; e, prima ancora Massive Attack e Robert Plant. Dopo giorni a programmare, pubblicizzare, scrivere, l’11 Giugno era il giorno in cui il sipario si alzava. Ero sinceramente emozionato. Eppure non era la prima volta che lavoravo a qualcosa di grosso, ma stavolta aveva un sapore diverso: quello della passione.
 
Avitabile, Senese e Luché ricordano a Napoli chi siamo, il suo orgoglio, la natura di un popolo. Ci ricordano che siamo tutti uguali, che i porti non si chiudono, che la musica ha un solo linguaggio: e non è e non sarà mai quello dell’odio. Bonobo fa lo stesso, senza usare parole, con le note di Migration. Con un’orchestra che strilla con tamburi e violini le stesse parole. Ho visto coppie baciarsi durante Wonderwall, come ad ogni falò da quando avevo 14 anni, ma con Noel Gallagher invece di quel ragazzo a caso con la chitarra, a cantarla dal vivo. Ho visto ragazzine aspettare Coez in fila dalla notte, scriversi i numeri sulla mano per decidere i posti migliori. Ho visto Napoli trasformarsi in Berlino. L’Arena mutare in una versione neo-classica del Berghain. Ho visto Paul Kalkbrenner demolire convenzioni e forma droppando bassi. Ho visto i Kasabian esibirsi da Underdogs, scendere nel fossato per abbracciare il pubblico. Ho visto Sting, e Shaggy. Li ho visti divertirsi, cantare, fare ottima musica assieme. Riuscire in una commistione che dimostra, come se ce ne fosse bisogno, che la musica non ha generi, non è buona o cattiva, ma si misura solo in emozioni.
 
Ho visto tutto questo, abbiamo, visto tutto questo, progettandolo, scrivendolo, telefonando, ma sopratutto sognando. Da un posto segreto appena dietro il palco, da dove puoi vedere tutto. Dai camerini, correndo nelle cavee, a scattare foto, aiutare persone, fare di tutto affinché tutto fosse sempre perfetto.
 
L’abbiamo fatto sognando i concerti dell’anno prossimo, scrivendo i nostri nomi più desiderati un po’ dappertutto, per sperare di vederli apparire in un contratto di booking con il nome proprio di quell’artista in cima. Sognando Napoli come piazza della musica, quella che è stata, per secoli, fino alla Piedigrotta.
 
Vi ringraziamo, immensamente, per aver reso questi mesi di fatica e sudore un’enorme soddisfazione e la base di un futuro per il Noisy sempre più grande!
 
 
Grazie da Mario, Liana, Valentina, Diana, Violante, Teta, Debora, Maria, Claudio, Christian, Gianmarco, Salvatore, Guido, Lorenzo, Luigi, Karol, Davide. E da tutti gli altri!
 
Ci vediamo nel 2019!
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